Tumori vertebrali: Radioablazione e Crioablazione

  • martedì, 9 marzo 2021
    • Istituto Oncologico del Mediterraneo
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Nuove potenzialità nel trattamento dei Tumori vertebrali:

la moderna Interventistica Spinale TC-guidata

 

Le patologie della colonna vertebrale costituiscono oggi una delle cause di più frequenti di ricovero ed ospedalizzazione – afferma il prof. Luigi Manfrè, eletto proprio quest’anno Chairperson per la Colonna Vertebrale della European Society of Neuroradiology, pioniere della Interventistica Spinale TAC-guidata in Italia e Responsabile dell’ Interventistica Spinale dell’Istituto Oncologico del Mediterraneo (I.O.M.) di Viagrande.

La colonna vertebrale può essere affetta da tumori detti “primitivi”, nati cioè direttamente da cellule della colonna vertebrale (osteomi, cordomi, angiomi espansivi, mieloma multiplo) o “secondari”, termine con cui vengono designate solitamente le lesioni metastatiche vertebrali: la colonna rimane infatti uno degli organi più frequentemente colpiti da metastasi di tumori originati in altra sede e la diagnosi di tumore non infrequentemente nasce a seguito proprio dei disturbi generati non tanto dal tumore originario, ma dalle metastasi localizzate nelle vertebre. Di fatto la presenza di una lesione tumorale vertebrale determina due principali effetti, strettamente interdipendenti: il primo è una distruzione del tessuto osseo (il tumore “erode” la vertebra) e ne aumenta la fragilità, il secondo è il dolore (violento, resistente ai comuni farmaci analgesici, solitamente controllato solo dall’ assunzione di oppiacei) che costringe il paziente a letto. Per quanto il dolore sia il sintomo che preoccupa maggiormente il paziente, esso in realtà altro non è se non l’espressione della presenza di un danno vertebrale, di una vertebra cioè poco stabile, indebolita dal tumore, che cede sotto il suo stesso peso, determinando frattura vertebrale con possibili complicanze: compressione di vasi e radici nervose, compressione del midollo spinale. Di qui la duplice necessità da un lato di sedare il dolore nel paziente, per ridurre o annullare la necessità di ricorrere in maniera cronica a farmaci analgesici che hanno spesso effetti indesiderati o complicanze e dall’ altro di “rinforzare” la vertebra, evitare cioè che la vertebra colpita dalla malattia possa crollare, con le conseguenze biomeccaniche purtroppo note.

 

Cosa significa Interventistica Spinale sotto guida TAC?

Effettuare un intervento TAC-guidato – illustra il prof. Manfrè - sulla colonna vertebrale significa operare un paziente in una sala operatoria detta “Ibrida”, cioè una sala operatoria che presenta, al posto del tradizionale lettino operatorio, una TAC operatoria: ovvero una TAC, un po’ più grande di una normale apparecchiatura analoga utilizzata per i comuni esami diagnostici, studiata al fine di poter effettuare in sicurezza alcuni tipi di interventi. La TAC è in grado di vedere attraverso il paziente, seguendo quindi tutte le fasi dell’intervento mediante immagini radiologiche in tempo reale. Operare sotto guida TAC significa usare “un occhio radiologico” per vedere cosa stiamo facendo durante un intervento. Questo tipo di intervento mininvasivo comporta vantaggi per il paziente perché implica minori complicanze, maggiore velocità, minore invasività; per lo specialista perché si riducono i rischi operatori, si controlla ogni momento l’intervento e si previene l’eventuale insorgenza di complicanze o il posizionamento errato degli strumenti. Posso ritenermi molto fortunato ad operare in una delle poche sale “ibride” disponibili sul territorio nazionale.

 

Quali sono le potenzialità degli interventi TC-guidato in campo oncologico? Cosa possiamo oggi praticamente effettuare in caso di tumori vertebrali con le tecniche TC-guidate?

Va doverosamente premesso che il successo delle tecniche, qualunque esse siano, nasce sempre da una cooperazione tra Specialisti (Oncologo, Chirurgo, Terapista del Dolore, Radioterapista), e la scelta di un trattamento va sempre intrapresa di comune accordo, nell’ interesse del Malato. Direi che due sono i trattamenti percutanei TC-guidati che stanno riscuotendo al momento ampi consensi: la Radioablazione e la Crioablazione tumorale. Radioablazione vuol dire distruzione di un tessuto malato mediante radiofrequenze, che generano un calore tale da garantire da “citolisi”, cioè la morte delle cellule sottoposte a trattamento. E’ una procedura da molti anni già usata per i tumori non vertebrali (dei visceri addominali in particolare), e che da alcuni anni viene proposta per il trattamento di alcuni tumori vertebrali. Viene effettuata con piccole sonde a radiofrequenza, che vengono inserite nella vertebra malata in anestesia locale e che generano un aumento di temperatura intorno ai 60 gradi, utile a distruggere le cellule malate. Il trattamento ha una durata di una decina di minuti e viene spesso seguito dall’ immissione poi del cemento, attraverso lo stesso ago principale (non è quindi necessario altro trattamento), per rinforzare la vertebra. La Crioablazione è una metodica analoga ma opposta alla Radioablazione: invece di usare il calore per distruggere un tumore, lo congeliamo con il freddo: un ago-sonda apposito viene inserito per via percutanea e genera in pochi minuti una temperatura di -78 gradi centigradi. Il tumore viene praticamente “gelificato”. E’ una tecnica che può essere adottata anche per tumori al di fuori dell’osso vertebrale, essendo controllata l’area di congelamento in quanto visibile nelle immagini TC. Si tratta di metodiche che hanno eccellenti risultati, ma in casi selezionati di tumore e solo se vengono rispettate alcune condizioni. Non si tratta di metodiche alternative al trattamento sistemico dei tumori, che rimane compito della Oncologia e della Radioterapia. Solo in caso di tumori focali, che abbiamo colpito solo pochi corpi vertebrali, queste tecniche dimostrano però una efficacia straordinaria nel controllo del dolore, della malattia e nella ristabilizzazione della solidità di un corpo vertebrale.

Guarda l'intervista al prof. Manfrè